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È stato uno dei
migliori festival del cabaret degli ultimi anni. Va detto subito. Tutto,
dagli ospiti ai concorrenti, dal tema alla scenografia. Va agli archivi
nel migliore dei modi l’ottava edizione della kermesse comica coprodotta
dell’associazione culturale
Sirio
e da
Happy Channel. Con un consenso generale che lancia conferme
importanti per una iniziativa che fa onore a Martina Franca. Si è riso,
come al solito, ma stavolta c’è stato modo anche di dare spazio alla
radice storica della comicità. Rispolverando buffoni e re, evidenziando la
complementarità tra comicità e pianto.
Il re che non rideva mai, interpretato da
Felipe, alla fine ha riso, non solo
per rendere onore ai vincitori dell’ottava edizione del Festival del
Cabaret, i
Maniko sport, ma per lanciare un
segnale forte alla “corte di Martina Franca”, al pubblico televisivo che
ha visto il programma via satellite: occorre sempre sapersi rialzare e
trovare la forza di ridere e ripartire. Un messaggio, questo, ribadito
anche da un meraviglioso
Enzo Jannacci
che ha regalato al pubblico mezz’ora di emozione pura, prima di
ricevere il premio alla carriera dalle mani del sindaco Leonardo Conserva.
Come detto hanno vinto i
Maniko sport, trionfatori della
tradizionale gara tra comici emergenti, quattro ragazzi provenienti da
Modena, che con il loro nome fanno della parodia alle televendite di
attrezzi ginnici della Monika sport. Le loro acrobazie corporee, che danno
vita ad attrezzi da palestra, hanno messo d’accordo pubblico e giuria che
li hanno incoronati vincitori. L’altro premio, quello della critica, è
andato, invece al giovane
Carlo Della Santa, di Pisa, che ha
divertito tutti con la sua particolare tecnica del mimo sonoro.
Ma la vera vittoria va assegnata agli autori (Riccardo Recchia, Max
Scuriatti, Giulio Callegari, Mario Cagnoli, Gianluca Dell’Atti e Marco Del
Conte) per i motivi espressi sopra e ad i tanti attori che facevano parte
del cast fisso. La carta vincente e innovativa di questo festival è stata
una chiave di lettura totalmente teatrale, che ha abolito la tradizionale
figura del conduttore scalettista per privilegiare la storia. Il tema.
Giusta menzione va data allora a
Felipe, il re,
Georgia Roseano, la regina, al bravissimo
Omar Fantini (irresistibile il
suo elfo gaio), al principe azzurro
Gianluca Perone,
al menestrello
Andrea De Marco e allo straordinario
Eugenio Chiocchi, che nei panni del
mago Merlot ha orchestrato i tempi della vita di corte ed alle due dame di
corte,
Federica Felini e
Francesca De Rose.
E poi ci sono stati gli ospiti. Tanti e di prestigio.
Beppe Braida,
Ivan Fiore,
Pino Campagna (al quale è andato il
premio Sirio, che viene assegnato al
miglior comico pugliese della stagione),
Maurizio Battista, i
Ditelo Voi,
Loredana De Paola,
Francesco Friggione,
insieme, naturalmente, all’attesissimo Jannacci, che ha ricevuto il premio
alla carriera “città di Martina Franca”.
Insomma, il tutto va agli archivi nel migliore dei modi, aprendosi a una
nuova fase: il passaggio televisivo. Una fase importante perché ha
permesso a Martina di ottenere una vetrina in tutta Italia.
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